08/09/2017

Azionari poco mossi, dollaro debole

Il mercato azionario americano ha chiuso la giornata praticamente invariato (grafico a destra), ma è stata una giornata di notevole volatilità soprattutto sul mercato dei cambi, che ha visto il dollaro perdere terreno contro tutte le altre valute nonostante l’assenza di notizie particolari.

L’unico avvenimento della giornata è stato l’annuncio da parte di Draghi che la BCE in ottobre annuncerà il piano di riduzione degli acquisti di titoli per il 2018, ma questo era ampiamente scontato e sorprende la reazione positiva dell’euro, che questa mattina ha quasi toccato quota 1,210.  Non ha certamente aiutato il dollaro il notevole rialzo delle richieste di sussidi di disoccupazione della scorsa settimana annunciato ieri, in parte dovuto all’impatto dell’uragano che ha colpito il Texas.

Il rialzo dell’euro ha coinvolto tutte le altre valute, con il dollaro/yen che scende sotto quota 108 e le commodity currencies che fanno segnare nuovi massimi dell’anno anche grazie ai dati positivi provenienti dalla Cina.  Un fattore che ha indebolito il dollaro è stata la discesa dei rendimenti dei Treasurys, con quello del decennale sceso a un nuovo minimo dell’anno a 2,02% (grafico in basso).  Scende anche quello del Bund decennale a 0,3%.

Sale il petrolio sopra ai 49 dollari al barile, sia a causa della discesa del dollaro che per la notizia della contrazione della produzione americana a seguito dell’uragano Harvey, che sta per essere seguito da un altro più potente.

La discesa del dollaro ha spinto al rialzo l’oro, questa mattina sopra ai 1360 dollari l’oncia, anche perché si teme qualche altra iniziativa balistica della Corea del Nord nel corso del weekend.

Oggi non avremo dati macro significativi a parte la disoccupazione canadese alle 14:30 e la volatilità dei mercati azionari dovrebbe essere modesta: nonostante il rialzo dell’euro anche i mercati europei non mostrano movimenti significativi in apertura di giornata.