07/01/2019

Rientra la fase di avversione al rischio

I mercarti azionari aprono la settimana positivamente grazie al rally del 3,43% di Wall Street (grafico a destra): finalmente abbiamo assistito a un rimbalzo della Apple che chiude a 148,26 dollari, ma anche gli altri titoli tecnologici hanno guadagnato il 4-5% con Netflix che è salita del 10% a 297 dollari.

Il miglioramento del tono del mercato americano è spiegabile con il dato migliore delle attese di venerdì della disoccupazione americana di dicembre, non solo in termini dei nuovi oiccupati, ma anche della crescita dei salari orari, e con le dichiarazioni più accomodanti di Powel, che da un lato ha dichiarato che la politica monetaria è ancora accomodante i che i tassi devono salire ancora per essere neutrali, ma dall'altro ha affermato che la banca centrale americana è sensibile ai movimenti dei mercati e che potrebbe cambiare direzione velocemente se necessario.

I futures sui Fed Funds indicano ora una previsione per tassi invariati nel corso dell'anno e quindi la banca centrale non viene ancora presa sul serio dagli investitori, che evidentemente temono un rallentamento della congiuntura che al momento non si vede dai dati.

Il mercato obbligazionario non ha tratto beneficio dalle dichiarazioni di Powell e ha guardato più ai dati macro e il TBond ha perso oltre un punto percentuale: il rendimento del decennale risale leggermente al 2,66%.  Negativa invece la reazione del dollaro, che ha perso venerdì soprattutto nei confronti delle commodity currencies: il dollaro australiano e quelloi canadese hannog guadagnato oltre un punto percentuale.  Prosegue invece la fase laterale dell'euro intorno a quota 1,1400, con la valuta europea indebolita dai dati macro sfavorevoli. L'inflazione di dicembre è scesa più del previsto all'1,58% allontanandosi dal target della BCE.

Il miglioramento dei mercati azionari ha spinto al rialzo il prezzo del petroilio WTI nonostante venerdì il datodelle scorte americane abbia frenato gli entusiasmi segnalando un leggero aumento contro le previsioni di una significativa riduzione.  Lo spazio al rialzo oltre i 49 dollari al barile appare modesto.

Positivi i mercati asiatici e soprattutto Tkyo, che guadagna il 2,44%, mentre i mercati cinesi si fermano a un +0,7% nonostante la notizia di un probabile incontro tra i vicepremieri cinese e Trump a Davos in gennaio.  Neutrale l'apertura dei mercati europei che devono digerire il rally di venerdì.

L'attenzione degli investitori è oggi rivolta al dato americano dell'indice dei responsabili degli acquisti del settore dei servizi di dicembre, che dovrebbe mostrare una leggera flessione a quota 59, un livello che rimane comunque molto elevato.

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