09/01/2019

Prosegue il rialzo degli azionari

Le aspettative del raggiungimento di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina sostengono i mercati azionari e ieri l’indice SP500 ha guadagnato quasi un punto percentuale finendo a 2574 punti (grafico a destra).  La Apple ha esteso il tentativo di recupero impostato lunedì chiudendo a 150,75 dollari (+1,91%) dopo aver toccato un minimo di 142 dollari a inizio anno.  Prosegue il rally di Netflix a 320,27 e quello di Amazon a 1656 dollari.

Positiva la reazione del mercato alle dichiarazioni di ieri di Trump che si è detto fiducioso si riesca a raggiungere l’accordo con la Cina e anche i mercati asiatici hanno reagito positivamente, con Hong Kong g in rialzo del 2,27% e Shanghai dello 0,71%, mentre Tokyo sale dell’1,1%tante lo yen rimanga forte a 108,8 contro il dollaro.  Il rialzo anche i mercati europei per un punto percentuale circa e anche il petrolio WTI segue i mercati azionari tornando sopra quota 50 dollari al barile pur in assenza di notizie positive.

Debole il dollaro contro l’euro nonostante i dati negativi di ieri sulla produzione industriale tedesca, in forte calo in novembre: questa mattina è uscito il dato della bilancia commerciale tedesca di novembre, migliore del previsto a 20,5 miliardi di euro e questo può spiegare il miglioramento dell’euro in avvicinamento a quota 1,150 contro il dollaro.

Il rialzo degli azionari indebolisce il mercato dei Treasurys e il rendimento del decennale sale questa mattina al 2,73%, mentre il Tbond perde mezzo punto a 145,75.

L’attenzione degli investitori è oggi puntata sulle minute dell’ultima riunione della Federal  Reserve, attese per le 20:00 ora italiana, per meglio valutare la probabilità che i tassi a breve salgano ancora una o due volte nel corso dell’anno.  Il mercato al momento non sta scontando alcun rialzo dopo le dichiarazioni di Powell della scorsa settimana.  Il presidente della Fed di Atlanta Bostic ieri si è dichiarato favorevole a un solo rialzo dei tassi nel corso dell’anno, e Bostic è il membro della Fed più accomodante in termini di politica monetaria: sorprende quindi che i futures sui Fed Funds non stiano scontando alcun rialzo da qui a fine anno.

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