04/02/2019

Outlook per il mercato italiano da riconsiderare

Il mercato italiano è stato uno dei mercati europei migliori nel mese di gennaio nonostante i fondamentali non stiano migliorando: al contrario la scorsa settimana sono stati confermati i timori di una contrazione del PIL anche nel corso del quarto trimestre dell’anno, e rispetto all’ultimo trimestre del 2017 la variazione è stata dello 0,1%. L’economia italiana è quindi praticamente ferma.

Guardando però ai principali titoli che compongono l’indice FTSE MIB la situazione non appare particolarmente negativa. 

L’indice MIB dovrebbe ora correggere parte del rialzo di gennaio e una discesa verso 18800 appare probabile, ma il movimento successivo dovrebbe spingere l’indice nuovamente sopra quota 20 mila e c’è spazio sino a quota 21600 punti (grafico in alto a destra).

Se guardiamo al primo titolo del listino, l’ENEL, la situazione è incoraggiante, in quanto il titolo si è riavvicinato ai massimi del 2018: dopo una correzione a 5 euro è da attendersi il tentativo di superare il massimo a 5,6 euro.

Moderatamente positiva anche la posizione dell’ENI, con la possibilità di andare a testare l’area di massimo dell’anno scorso a 16,80 euro, ma in questo caso il trend appare laterale ed è probabile che il titolo continui a muoversi intorno ai 15 euro senza un trend preciso.

Moderatamente positivo anche l’outlook per le Generali, ma anche in questo caso il trend sembra più che altro laterale e lo spazio al rialzo non va oltre il massimo dell’anno scorso appena sopra ai 17 euro.

I titoli che dovrebbe spingere al rialzo l’indice sono quelli dei due maggiori istituti di credito, Intesa e Unicredit, che hanno perso la metà del loro valore dalle elezioni di aprile e sono ora vicini ai minimi del 2016.  Il mercato non sta valutando correttamente il miglioramento della situazione patrimoniale degli istituti e la maggiore redditività legata alla riduzione dei costi: vedremo se i bilanci attesi per questa settimana saranno in grado di aumentare l’interesse degli investitori per il settore.  Particolarmente interessante Unicredit vicino al minimo del 2016 a 9 euro (grafico in basso).

 

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