15/03/2019

Chiusura positiva dei mercati asiatici

Wall Street ha chiuso la giornata in parità con l’indice SP500 fermo a 2808 punti (grafico a destra), continuando a rispettare l’area di resistenza sotto quota 2810 punti.  Ieri i tecnologici hanno mostrato andamenti contrastati e il risultato è stata una trading range molto ridotta: Apple ha continuato il rialzo guadagnando un altro punto percentuale a 183,73, ma Amazon ha chiuso in ribasso dello 0,27% a 1686,22 dollari e Facebook ha perso quasi due punti percentuali a 170,17.  Perde un punto percentuale la Boeing dopo che anche gli Stati Uniti hanno bloccato i voli dei 737.  Da ntoare come Amazon non abbia partecipato al rialzo di febbraio/marzo (grafico in basso).

I mercati asiatici hanno invece chiuso la settimana con una giornata positiva sulla notizia che il Vice Premier cinese Liu He ha parlato al telefono con in Ministro del Tesoro USA Mnuchin e che le due controparti hanno fatto sensibili progressi nei negoziati commerciali, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa cinese Xinhua.

Tokyo chiude a +0,77, Hong Kong dello 0,86% a Shanghai dell’1,04%.

Poco mosso il mercato dei Treasurys, ma con i decennali vicini al massimo delle ultime settimane con il rendimento sui minimi a 2,62% e il TBond appena sotto quota 146.

Contrastato il dollaro, che si rafforza contro lo yen a 111,60 dopo che la BoJ ha terminato la riunione mensile con una nota negativa sulla congiuntura, mentre l’euro di rafforza leggermente a 1,1320 dopo che il Parlamento inglese ha approvato la mozione che richiede all’UE un rinvio della deadline del 29 marzo per l’uscita dall’Unione.

Prosegue poi il rialzo del petrolio WTI a 58,70 dollari al barile, nuovo massimo dell’anno: il rallentamento della domanda è compensato dai tagli dell’OPEC e dalla decisione di Trump di ridurre del 20% le esportazioni iraniane da maggio.

L’attenzione degli investitori è oggi rivolta alla revisione della stima flash dell’inflazione dell’area euro per il mese di febbraio, a 1,48% il tasso stimato a fine mese, e soprattutto al dato della fiducia dei consumatori calcolato dall’Università del Michigan.  Le previsioni sono per un aumento dell’indice da 93,80 a 95,60.

 

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