20/03/2019

FINSCIENCE: MONITORARE LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE CON UN’ANALISI “ALTERNATIVA”

‘E’ COME ENVIRONMENT: MONITORARE LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE CON UN’ANALISI “ALTERNATIVA”. I RISULTATI DI FEBBRAIO 2019.

 

 

             L’esigenza di un’analisi “alternativa

 

La capacità delle società di rispondere alle crescenti esigenze di responsabilità ambientale è diventata ormai uno dei fattori più importanti per valutarne la solidità nel tempo.

Di conseguenza, sempre più investitori includono valutazioni di sostenibilità ambientale nelle proprie strategie di investimento, facendo spesso riferimento a indici ESG, quasi sempre basati su dati forniti dalle aziende stesse (es. bilanci di sostenibilità). Tuttavia, in un mondo fluido, dominato dallo scambio di quantità crescenti di informazioni come il nostro, per avere una visione più completa e aggiornata possibile della “performance sostenibile” delle società non è sufficiente rifarsi a dati “inbound”, ma è fondamentale considerare e monitorare dati esterni. L’analisi di Dati Alternativi, dati non strutturati raccolti da ambienti digitali tramite algoritmi di intelligenza artificiale, è l’unica in grado di elaborare grandi quantità di informazioni e di ricavarne segnali in tempo utile per l’inclusione in scelte di investimento sul medio-lungo termine. L’analisi di tali dati permette di anche individuare i segnali digitali più diffusi - che registrano un DPV (Digital Popularity Value) elevato nell’ambito della sostenibilità - il relativo sentiment associato (il percepito - positivo, negativo o neutro - che l’utenza in Rete esprime verso una determinata tematica, brand, prodotto o servizio), i contenuti che hanno registrato maggiore livello di condivisione sul web, nonché i Top publisher, ovvero le piattaforme web (siti, forum, social, aggregatori, ecc.) più attive nello stesso ambito.

1.         Uno sguardo sulla sostenibilità ambientale: i segnali più diffusi di Febbraio

 

I dati alternativi analizzati nel mese di febbraio 2019 da FinScience mostrano il perdurare della crescita di interesse degli utenti verso tematiche di sostenibilità ambientale,                 basti considerare i livelli di DPV e DPV Investor (DPV specificatamente riferito a notizie pubblicate da testate economico-finanziarie) registrati in tale mese.

Quanto ai segnali più diffusi in tema di sostenibilità ambientale, dall’analisi dei 10 più forti a livello globale è stato possibile rilevare come la crisi climatica si confermi uno dei temi più discussi e condivisi sul web. Si consideri solo che il segnale “cambiamento climatico” ha pesato quasi il 60% sul DPV totale dei 10 segnali più diffusi, subito seguito da segnali ad esso associati come “gas ad effetto serra” (14,6%) e “fonti di energia rinnovabile” (14,8%) (vedi Fig. 2). Altri segnali particolarmente diffusi sono stati quelli relativi a “biodiversità”, “impatto ambientale”, “waste management”, “inquinamento da plastica”, “olio di palma” e “fuoriuscita di petrolio”. Tali dati ci confermano la centralità delle tematiche ambientali indicate dall’Agenda ONU 2030, nonché dall’Accordo di Parigi e dalle recenti iniziative dell’Unione Europea in ambito di finanza sostenibile ed economia circolare.

Analizzando i dati di febbraio, FinScience ha potuto individuare la lista dei contenuti più diffusi a livello digitale globale con il relativo sentiment, quest’ultimo rilevato sempre tramite algoritmi di intelligenza artificiale.

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