23/08/2017

State Street: segnali positivi ma è presto per una reflazione globale.

I prossimi dati macroeconomici dovrebbero essere positivi grazie ai risultati superiori alle aspettative di Cina, Giappone ed Europa. La Cina ha iniziato il 2017 con una crescita annua del PIL di 6.9% e dovrebbe chiudere l’anno al di sopra dell’obbiettivo di 6.5%. Il Giappone dovrebbe superare la crescita annua dell’1% e l’Europa, spinta dal manifatturiero e dall’export, dovrebbe riprendere il percorso di crescita dell’1.8% iniziato lo scorso anno. Questi segnali positivi e il pacchetto di stimoli fiscali promesso da Trump pongono le basi per una possibile reflazione globale. Christopher Probyn, Chief Economist di State Street Global Advisors, sottolinea però che quest’ultima dipende maggiormente dai paesi emergenti piuttosto che da quelli sviluppati e suggerisce quindi un approccio più cauto.

Per quanto riguarda la Cina, Probyn ritiene poco auspicabile un’accelerazione della crescita in quanto minerebbe la stabilità futura. Al contrario, per Pechino sarebbe ottimale una decelerazione controllata accompagnata da riforme e modifiche regolamentari volte ad accrescere la sostenibilità di tale crescita. Comunque, resta rassicurante il miglioramento dei rapporti tra Cina e Stati Uniti che consente alla Cina di implementare le riforme senza minacciare la stabilità.

In merito agli altri paesi emergenti, la Russia appare essere l’unico dei BRIC con una ripresa volatile e vulnerabile nel tempo. Questo è dovuto all’assenza delle attese riforme orientate alla diversificazione, dato che i segnali ottimisti sono dovuti in larga parte alle attese di un incremento del prezzo del greggio. Al contrario, la nuova legge sul diritto fallimentare e le recenti riforme agricole in India mostrano un forte potenziale per incrementare la produttività.

Il Brasile sembra dare segnali positivi grazie a riforme fiscali che rappresentano il piano più completo degli ultimi dieci anni. L’inflazione è diminuita dal 10%  di inizio 2016 al 4.1% di aprile 2017 e il PIL del primo trimestre di quest’anno è previsto in crescita, dopo otto trimestri consecutivi di calo. Tuttavia, restano i timori dovuti allo  scandalo sulla corruzione del Presidente Temer che ha messo a repentaglio le riforme e il miglioramento economico del paese.

In sintesi, nonostante alcuni segnali positivi sembrano far propendere per una visione favorevole alla reflazione dell’economia globale, alcuni elementi di incertezza spingono State Street ad adottare una posizione più cauta e attendista.

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