23/08/2017

NN IP: Vento in poppa per gli emergenti

Negli anni precedenti, la Cina ha influenzato notevolmente i Mercati Emergenti a causa del rallentamento della crescita, della fuga di capitali e dell’aumento del debito pubblico. Nel 2015 e 2016, la paura di una crisi sistemica in Cina ha comportato fughe di capitali dai paesi emergenti e svalutazioni delle valute. Da allora, la percezione di un rischio sistemico cinese è diminuita grazie alle riforme introdotte da Pechino. In particolare, i controlli sulla fuoriuscita di capitali, gli stimoli alla crescita e il miglioramento del mercato immobiliare hanno ridotto il rischio e questo consentirà ai mercati emergenti di avere buoni risultati.

Un ulteriore elemento è stato favorevole per gli emergenti: le decisioni di politica monetaria in Europa e Stati Uniti. La scelta di spostare in avanti nel tempo l’introduzione di politiche restrittive ha fatto sì che i tassi di interesse facciano fatica ad aumentare e spinto gli investitori a ricercare guadagni nei mercati emergenti. Le conseguenze naturali sono state l’afflusso di capitali, il rafforzamento delle valute e la riduzione dei tassi di interesse. Quest’ultimo elemento ha favorito l’erogazione di credito con conseguente aumento dei consumi e della spesa per investimenti.

Considerando le ultime intenzioni di Fed e Bce e i dati sull’inflazione, si può ritenere che questa situazione sia destinata a persistere e gli emergenti continuano a godersi il vento a proprio favore.

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