05/01/2021

Asset Allocation Gennaio 2021

ASSET ALLOCATION

Nonostante l'ulteriore rialzo dei mercati azionari in dicembre non c'è motivo di cambiare l'asset allocation del portafoglio, con una esposizione azionaria al 50%.

Le aspettative di ripresa degli utili aziendali dovrebbe sostenere i mercati azionari, mentre è consigliabile una maggiore cautela con l'esposizione sui titoli obbligazionari a lungo termine, vista la notevole offerta che i mercati dovranno assorbire quest'anno.

 

MERCATI OBBLIGAZIONARI

Che i dati macro siano positivi o negativi, che la situazione sanitaria migliori o peggiori sembra non avere alcun impatto sui mercati obbligazionari Investment Grade europei: il rendimento del Bund decennale è fermo da sei mesi intorno a -0,55%.

Un po' più dinamico il mercato dei Treasurys con il rendimento del decennale fermo da due mesi intorno a 0,90%, ma almeno in rialzo dal minimo toccato in marzo a 0,50% (grafico a destra). Nelle ultime settimane è stato comunque poco influenzato dai dati macro americani, ma il fatto che sia sui massimi degli ultimi mesi dopo due mesi di dati deboli non è un segnale positivo per il mercato.

I mercati obbligazionari sono sostenuti dagli acquisti delle banche centrali, dalla ripresa della congiuntura più lenta del previsto e dall'inflazione sotto controllo e sinora la maggiore offerta legata ai piani di sostegno fiscale dei principali governi non ha avuto un impatto significativo sui rendimenti.

Nel corso dell'anno fiscale iniziato in ottobre si stima però che gli Stati Uniti dovranno emettere 1,8 trilioni di dollari di obbligazioni oltre gli 1,4 assorbiti dalla Federal Reserve: troveranno compratori ai rendimenti attuali o sarà necessario un loro incremento?

Molto dipende dalla traiettoria della congiuntura nei prossimi mesi: una sua accelerazione in primavera con conseguente aumento anche delle pressioni inflazionistiche verosimilmente porterà un aumento dei rendimenti a lungo termine, che sono attualmente negativi anche in termini reali.

L'unico scenario in grado di impedire una risalita dei rendimenti prevede una nuova crisi sanitaria e un fallimento della politica di vaccinazione nei paesi sviluppati, ma questo sembra al momento poco probabile.

Il rischio maggiore per i mercati obbligazioni nei prossimi mesi appare quindi orientato al ribasso soprattutto per le parti a lungo termine delle curve dei rendimenti.

Il segmento dei titoli ad alto rendimento difficilmente riuscirà a muoversi in controtendenza rispetto a quello Investment Grade.

MERCATI AZIONARI

Anche il mese di dicembre si è chiuso positivamente per i mercati azionari con Wall Street che ha guidato il rialzo chiudendo su nuovi massimi storici guadagnando quasi il 4% (grafico a destra).

Tokyo ha toccato il massimo degli ultimi 30 anni e anche i mercati europei hanno chiuso positivamente, anche se l'indice Eurostoxx50 rimane sotto i massimi di inizio anno (grafico in basso).

I dati macro dei vari paesi sviluppati hanno mostrato un rallentamento in dicembre con il peggioramento della situazione sanitaria e i nuovi lockdown in vari paesi europei, ma gli investitori guardano all'inizio della campagna di vaccinazioni e al superamento dell'emergenza sanitaria dal secondo trimestre in poi.

E' poi da notare che l'impatto della recessione del 2020 sui conti aziendali non è stata particolarmente drammatica, e al contrario i tecnologici americani hanno mostrato utili in crescita anche nelle fasi di maggiore debolezza della congiuntura.

Le vautazioni dei mercati azionari rimangono storicamente molto elevate, ma con gli utili in ripresa nei prossimi trimestri è poco probabile che gli investitori vogliano ridurre la loro esposizione. Perché cambi il tono dei mercati sarà necessario che le banche centrali inizino a prospettare una diminuzione dello stimolo monetario e che i governi riducano quello fiscale, ma questo difficilmente accadrà nel corso del primo semestre del 2021 ed è quindi difficile che i mercati azionari invertano rotta nei prossimi mesi.

E' più probabile che si assista a una rotazione settoriale verso i settori maggiormente penalizzati come quello finanziario e quello energetico, ma non ci attendiamo correzioni significative dei mercati azionari nel corso del primo trimestre dell'anno.

Manteniamo quindi invariata al 50% l'esposizione sui mercati azionari con un peso significativo dei settori tecnologia e finanziario.

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