04/10/2021

Asset Allocation Ottobre 2021

ASSET ALLOCATION

Lasciamo invariata al 30% l’esposizione sui mercati azionari in quanto la fase di consolidamento degli indici dovrebbe proseguire anche nel quarto trimestre dell’anno essendoci in circolazione troppi fattori negativi, ma aumenta l’importanza dello stock picking mentre ci avviciniamo alla fine del bull market iniziato nel 2009.

La risalita dei rendimenti obbligazionari di settembre dovrebbe proseguire, con conseguenze negative per i titoli a lungo termine, sia ad alto rendimento che Investment Grade.

 

MERCATI AZIONARI

Il mese di settembre ha rispettato la tradizione negativa e l’indice S&P500 ha perso il 4,5% (grafico a destra) dopo aver fatto segnare un nuovo massimo storico il 2 settembre, mentre il Nasdaq ha ceduto il 5,7%, la perdita più ampia dal marzo 2020.

L’indice Stoxx50 europeo ha perso il 3,5% mentre la performance dei mercati asiatici è stata contrastata con Hong Kong in ribasso del 5% e Tokyo che ha guadagnato il 4,8% (grafico in basso a destra).

Molti fattori hanno contribuito al peggioramento del tono dei mercati azionari:

  • Le pressioni inflazionistiche sembrano destinate a durate più del previsto mentre prosegue il rialzo del petrolio e dei costi della logistica.
  • La Federal Reserve dovrebbe iniziare in novembre la riduzione degli acquisti di titoli obbligazionari e un primo aumento dei tassi è previsto entro la fine del 2022
  • La situazione sanitaria sembra ancora lontana dal risolversi e in alcuni Paesi è in peggioramento
  • In Cina la crisi di Evergrande continua a pesare sul settore immobiliare mentre il governo prosegue nella politica di controllo dei principali gruppi tecnologici mentre l’economia interna mostra segnali di rallentamento.
  • La congiuntura globale a sua volta sta rallentando per problemi di offerta più che di domanda: in varie industrie come quella automobilistica vengono citati problemi di approvvigionamento. In generale la massiccia riduzione degli investimenti nel 2020 sta avendo un impatto significativo dal lato dell’offerta.
  • Le valutazioni azionari rimangono molto elevate, soprattutto sul mercato americano.

A fronte di tutti questi fattori negativi rimane la crescita sostenuta degli utili aziendali, e nei prossimi giorni si apre la stagione delle trimestrali, che dovrebbe mostrare un rallentamento del tasso di crescita degli utili.

E’ probabile che il peggioramento del tono dei mercati azionari prosegua nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno e che sarà necessario attendere l’inizio del 2022 per assistere ad un ultimo movimento rialzista che completi il trend iniziato nel 2009.  Gli indici azionari dovrebbero correggere ancora o consolidare lateralmente, mentre saranno sempre più importanti le scelte settoriali e di stock picking all’interno dei vari settori.

MERCATI OBBLIGAZIONARI

Dopo sei mesi di discesa dei rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine in settembre abbiamo assistito a una significativa risalita, che per il Treasury decennale ha significato un ritorno all’1,5% dal minimo di 1,15% del mese precedente (grafico a destra), mentre per il Bund un ritorno a -0,20% da -0,5% (grafico in basso).  Siamo ancora lontani dai livelli di marzo pari a 1,80% per il Treasury, ma avvicinandosi la fine degli acquisti di titoli da parte delle banche centrali è probabile che si torni velocemente su quei livelli, anche perché le pressioni inflazionistiche non mostrano segni di rallentamento.

E’ quindi consigliabile continuare ad essere molto prudenti nella gestione della duration obbligazionaria, e anche il rischio credito merita una maggiore attenzione che nei mesi scorsi, in quanto un rallentamento ulteriore della congiuntura globale potrebbe far aumentare gli spread contro i titoli Investment Grade di quelli ad alto rendimento.

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