17/06/2022

Mercati azionari ancora sotto pressione

E' proseguita anche ieri la fase di correzione dei mercati azionari con perdite significative dei vari indici e il tema dominante rimane quello dei rialzi dei tassi e dei timori dell'impatto sulla crescita globale: ieri la Bank of England ha alzato i tassi solo di un quarto di punto, ma la baca centrale svizzera ha sorpreso i mercati con un rialzo di mezzo punto e il franco svizzero ha guadagnato il 3% contro il dollaro e ha aiutato anche l'Euro che questa mattina apre nuovamente sopra quota 1.0500.

A Wall Street sono state ancora significative le perdite dei principali titoli tecnologici e soprattutto di quelli con P/E elevati, come Tesla che ha perso l'8,54%e NVIDIA il 5,6%. Facebook ha fatto segare un nuovo minimo dell'anno chiudendo a 160,87 e tratta ora a 12 volte gli utili dell'anno scorso, Apple ha perso quasi il 4% e Google il 3,4%.

Il settore che ha perso maggiormente è stato quello crocieristico con perdite intorno all'11% dei principali titoli, ma sono scesi anche i titoli petroliferi con Exxon a -3,69% e Chevron a -5,35% seguendo la marginale correzione del petrolio WTI che questa mattina tratta a 117 dollari al barile, sostenuto dalla decisione di Gazprom di ridurre le forniture di gas all'Italia.

In ribasso anche i principali titoli bancari, con JPMorgan che cede l'1,72%, Wells Fargo l'1,47% e Bank of America lo 0,87%. Rimangono sotto pressione anche i titoli bancari europei con BNP che ieri ha perso il 6%.

Recuperano invece terreno i mercati obbligazionari sulla prospettiva di un rallentamento della congiuntura e ieri il Tbond ha guadagnato tre punti tornando sopra quota 134 mentre il rendimento del Treasury decennale questa mattina scende a 3,25%

I mercati azionari asiatici hanno chiuso contrastati in quanto quelli cinesi hanno guadagnato terreo con Hong Kong a +1% come Shanghai, mentre Tokyo ha perso l'1,77% come Sydney e Seul lo 0,43%.

Dal fronte macro oggi si attende la stima finale dell'inflazione nell'area Euro di maggio e nel pomeriggio e quello della produzione industriale USA per lo stesso mese.

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