02/03/2021

Mercati azionari più cauti dopo il rialzo di ieri

Nonostante l'ampio rialzo di Wall Street di ieri i mercati asiatici hanno chiuso in ribasso, con Tokyo che perde lo 0,86%, Shanghai l'1,21% e Hong Kong l'1,03%. Sale invece Seul dell'1%, ma questo mercato non aveva partecipato al rally di ieri essendo chiuso per festività.
Ieri i mercati sono stati sostenuti dal passaggio al Congresso americano del piano di stimoli fiscali da 1,9 miliardi di dollari e dalla notizia del nuovo vaccino della Johnson & Johnson, e la stabilizzazione del mercato obbligazionario dopo le perdite della scorsa settimana è stato un altro fattore positivo. L'indice SP500 è salito del 2,38% a 3901,82 punti (grafico a destra).
Sono stati notevoli i guadagni del settore tecnologico: Apple guadagna il 5,9%, Amazon l'1,72%, Microsoft il 2% e Google il 2,36%. Notevole il rialzo del settore bancario, con JPMorga che tocca un uovo record a 150,50 dollari e Citigroup chesale del 5,56%.
In rialzo anche il settore petrolifero con Chevron che guadagna il 2,05% e Exxon Mobil il 3,73% nonostante la ridiscesa del petrolio WTI sotto ai 60 dollari al barile: giovedì inizia la riunione dell'PEC+ e si teme venga deciso un aumento della produzione di 1,5 milioni di barili al giorno.
La situazione sanitaria è in peggioramento visto che le nuove infezioni da coronavirus sono nuovamente aumentate la scorsa settimana e sooprattutto in Europa si rischiano nuovi kockdown, ma gli investitori guardano già alle prospettive di ripresa del secondo trimestre dell'anno, anche se i dati macro rimangono deboli: questa mattina sono state annunciate le vendite al dettaglio tedesche di gennaio e la variazione sul mese precedente è stata inferiore alle attese a -4.5%. In mattinata è atteso anche il dato della disoccupazione tedesca di febbrario e l'inflazione nell'area euro di febbraio.
Il mercato dei Treasry è stabile sui livelli di ieri con il rendimento del decennale a 1,42%, mentre si rafforza il dollaro soprattutto ei confronti dell'euro, che torna a quota 1,200 indebolito dalle prospettive migliori negli Stati Uniti per lo sforzo di vaccinazione contro il Coronavirus.

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