L'asset allocation sta diventando sempre più difficile in quanto è più complicato costruire un portafoglio azionario diversificato: comprando l'SP500 si investe il 50% in 25 titoli, soprattutto tecnologici, peggio ancora per il Nasdaq100.
E' consigliabile puntare sui fondi settoriali, limitando l'esposizione sui titoli tecnologici che stanno mostrando segnali di cedimento e in ogni caso limitano la diversificazione del portafoglio, avendo dei pesi troppo elevati all'interno degli indici.

MERCATI OBBLIGAZIONARI
I rendimenti obbligazionari sono saliti marginalmente nel corso del mese di luglio con il rendimento del Treasury decennale che ha chiuso a 4,75% (grafico in basso) e quello del titolo a 30 anni a 5,27%, livello che non vedevamo da oltre 15 anni. Il nuovo rialzo del petrolio ha nuovamente alimentato i timori di un rafforzamento delle pressioni inflazionistiche e la riunione della Federal Reserve di fine luglio ha rafforzato le aspettative di un rialzo dei tassi nel corso del secondo semestre, ma il mercato obbligazionario sta già attuando una stretta monetaria con un aumento dei rendimenti a lungo termine.

Per quanto riguarda i mercati dell'area Euro il rendimento del Bund decennale ha chiuso il mese al 3,20% e quello del BTP decennale al 4,03%.
I dati sui prezzi al consumo hanno mostrato segni di rallentamento, ma gli investitori non sembrano convinti che gli aumenti tendenziali siano destinati a ridiscendere. La scorsa settimana sono usciti i dati dei prezzi al consumo USA di giugno misurati dall'indice PCE e hanno mostrato una discesa dell'indice globale, ma anche un indice Core che ha inizio anno rimane stabilmente sopra al 3% (grafico in basso).

Se da un lato temiamo che il trend di medio termine per i rendimenti obbligazionari sia chiaramente orientato al rialzo, dall'altro crediamo che i rendimenti nominale e reali dei titoli a lungo termine siano molto interessanti e che per l'investitore con un'ottica di lungo termine abbia senso aumentare la duration del portafoglio rimanendo però focalizzato sui titoli Investment Grade,
MERCATI AZIONARI
Se guardiamo agli indici dei mercati azionari il mese di luglio sembra essere stato un periodo noioso e senza movimenti significativi: l'indice SP500 ha chiuso il mese a 7489 punti, praticamente invariato (grafico in basso) proseguendo una fase laterale che dura da due mesi.

Wall Street è stata però contraddistinta da una notevole volatilità settoriale e soprattutto dei singoli titoli: la scorsa settimana ha visto quattro dei magnifici 7 titoli tecnologici divergere notevolmente dopo le trimestrali : Meta ha deluso gli analisti ed è scesa del 10%, Microsoft ha guadagnato il 9% dopo i dati, Amazon è salita del 15% e Apple ha perso il 7%.
Per quanto riguarda invece i mercati europei, che scarseggiano di titoli tecnologici, il mese è stato moderatamente positivo, con il Dax che ha chiuso su un nuovo massimo storico.
Da notare il +15% dell'indice Kospi coreano di venerdì 31 luglio, indice molto sensibile all'andamento dei titoli del settore dei semiconduttori.
E' poi proseguita la discesa di SpaceX, sotto di 22 dollari dal prezzo di emissione (grafico in basso). Il 6 agosto termina il lockup periodo per alcuni azionisti che detengono 912 milioni di azioni, più che raddoppiando il flottante.

Le trimestrali sinora hanno mostrato utili in significativo aumento e spesso migliori delle aspettative degli analisti e questo è certamente un fattore in grado di sostenere le aspettative positive degli investitori. Il problema nell'asset allocation è che ora 25 titoli rappresentano il 50% della capitalizzazione dell'indice SP500 e che è notevole l'esposizione a margine sui titoli tecnologici principali, anche attraverso ETF leva, le cui emissioni sono aumentale esponenzialmente negli ultimi mesi: è quindi difficile costruire un portafoglio diversificato investendo negli indici azionari principali, che sono sempre meno diversificati.
Un segnale pericoloso da considerare è poi il notevole aumento dei CDS sui titoli delle aziende che stanno investendo significativamente nel settore dell'intelligenza artificiale: si tratta dei principali titoli tecnologici americani e gli investitori stanno notando come il notevole cash flow positivo tradizionale nell'ultimo trimestre sia diventato negativo, con significative emissioni obbligazionari per finanziare gli investimenti: i CDS sulle emissioni di Oracle hanno superato il 2% (grafico in basso), ma stanno salendo anche per emissioni di aziende che credevamo inaffondabili.

E' quindi consigliabile un'esposizione modesta sui titoli tecnologici e sugli indici, troppo dipendenti da questi titoli, ed è preferibile puntare sui singoli titoli, possibilmente dopo una analisi dei fondamentali. Da valutare un'esposizione sugli ETF legati ai metalli preziosi, che dovrebbero rimbalzare nel corso delle prossime settimane.