CARMIGNAC – Outlook per il secondo semestre del 2026

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Tra le principali evidenze:

  • Lo shock petrolifero legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz frena la crescita globale di circa 0,5 punti percentuali, con effetti a catena sulle catene di approvvigionamento destinati a protrarsi fino a fine anno.
  • Negli Stati Uniti la crescita è sempre più concentrata nel tema IA, con gli investimenti in conto capitale legati all'intelligenza artificiale che rappresentano l'87% della crescita del PIL negli ultimi sei mesi; la Fed, guidata da Warsh, è in ritardo sulla curva.
  • La Cina attinge alle proprie riserve per tamponare lo shock energetico, ma il boom dell'IA non riesce a compensare le pressioni deflazionistiche del mercato immobiliare: si prevede una svolta verso la spesa pubblica nel terzo trimestre.
  • In Europa la crescita è dimezzata allo 0,6% annuo; la BCE anticipa due rialzi dei tassi per difendere la propria credibilità di fronte al ritorno dell'inflazione.
  • Sul fronte azionario, la tecnologia resta al centro dell'allocazione, con focus su hardware, hyperscaler e infrastrutture IA; in Europa si privilegiano aeronautica e banche, in ottica di rimbalzo in caso di distensione geopolitica.
  • Sul fronte obbligazionario, la duration rimane il punto debole: crescita resiliente, inflazione persistente e deterioramento fiscale spingono al rialzo i rendimenti a lunga scadenza.
  • Nel credito gli spread sono vicini ai minimi storici: il carry resta attraente ma i margini di sicurezza sono ridotti; si preferiscono emittenti con attivi reali e flussi di cassa solidi, evitando i settori esposti alla disruption dell'IA.
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