A cura di Nick Payne, Gestore del fondo Comgest Growth Emerging Markets di Comgest
Il cambiamento più significativo nei mercati emergenti, a nostro avviso, è la crescente concentrazione. Un numero sempre più esiguo di società sta generando una quota sempre maggiore della performance dell’indice. Ciò è chiaramente visibile nell’ampiezza del mercato: all’inizio del 2024, oltre il 50% dei titoli continuava a registrare una performance superiore a quella dell’indice MSCI Emerging Markets su un periodo di tre anni. A giugno 2026, tale percentuale era scesa a circa il 18%. Si tratta di un cambiamento significativo. Per gli investitori, ciò significa che non è più sufficiente limitarsi ad acquistare i “mercati emergenti” come asset class. La questione relativa alle società effettivamente presenti nel portafoglio sta assumendo un’importanza sempre maggiore. Un fattore chiave è l’enorme momentum del settore tecnologico. Negli ultimi tre anni, il comparto dell’information technology ha sovraperformato l’indice MSCI Emerging Markets del 208%. Allo stesso tempo, altri settori hanno registrato performance nettamente inferiori: industriale, finanziario e dei beni di consumo discrezionali.
Ciò significa che gran parte del momentum del mercato proviene essenzialmente da un unico settore. Si tratta di un’osservazione importante di per sé, ma per noi non costituisce ancora una decisione di investimento. Questo perché la “tecnologia” non è un investimento omogeneo. All’interno di un settore forte, esistono differenze significative tra i leader di mercato, le società con vantaggi competitivi duraturi e quelle in ritardo. Per noi, i settori rappresentano un punto di partenza per l’analisi, ma non sono mai il criterio di riferimento per la selezione dei titoli. La domanda chiave è: quale società è in grado di creare realmente valore all’interno di un mercato in crescita strutturale e di difendere tale vantaggio competitivo nel lungo periodo? Questo vale in entrambi i casi. Una società può essere debole all’interno di un settore forte, mentre una società eccellente può avere successo all’interno di un settore debole. È proprio per questo che la selezione dei singoli titoli è così importante in un mercato concentrato.
SK Hynix è un ottimo esempio di come un’azienda non si limiti a rispecchiare un settore, ma contribuisca attivamente alla sua evoluzione. L’azienda sudcoreana è leader nella fornitura di memorie ad elevata larghezza di banda (HBM). Questa tecnologia di memoria è fondamentale per gli acceleratori di intelligenza artificiale perché fornisce i dati necessari ad alta velocità. Secondo i nostri dati di mercato, SK Hynix detiene circa il 56-58% del mercato globale delle HBM, posizionandosi ben al di sopra dei suoi concorrenti. Spinti dalla forte domanda di memorie per l’IA, i ricavi del primo semestre 2026 sono aumentati del 257% su base annua, mentre l’utile operativo è cresciuto del 550% nello stesso periodo. Per noi, queste cifre sono più di un semplice riflesso del più ampio boom tecnologico. Esse riflettono una posizione di leadership tecnologica costruita nel corso degli anni e una stretta collaborazione per le soluzioni di memoria per l’IA.
Il settore finanziario è uno dei comparti più deboli dell’indice MSCI Emerging Markets, avendo sottoperformato l’indice del 31% negli ultimi tre anni. Ciononostante, una singola società finanziaria come la sudafricana Capitec può ottenere risultati positivi. Nell’esercizio chiuso a febbraio 2026, la banca ha aumentato il proprio utile netto del 23%, portandolo a circa 16,8 miliardi di rand sudafricani (880 milioni di euro). Il rendimento del capitale proprio si è attestato al 31%, con una base clienti attiva di 26 milioni. Il suo modello di business è ampiamente diversificato e fortemente orientato al digitale. Oltre al banking retail, comprende assicurazioni, fintech e servizi bancari alle imprese. Ciò crea un profilo degli utili più diversificato. Anche questo esempio dimostra soprattutto un aspetto: un settore debole non rappresenta un gruppo omogeneo. Le banche tradizionali, ad esempio, possono trovarsi in difficoltà a causa del rischio di credito, della pressione sui margini o i ritardi nei processi di digitalizzazione. Un modello di business mirato e guidato dal digitale, al contrario, può registrare performance migliori. Per noi, quindi, ciò che conta non è se il settore «finanziario» si trovi o meno in una fase favorevole. Ciò che conta è se una singola società disponga delle basi strutturali necessarie per creare valore in modo sostenibile.
I rendimenti dei settori raccontano solo una parte della storia. Entrambe le società dimostrano, in modi diversi, perché non vogliamo basarci sulle previsioni relative ai settori. Nel caso di SK Hynix, il punto è individuare un leader tecnologico all’interno di un trend strutturale forte. Nel caso di Capitec, si tratta invece di riconoscere un’azienda che, grazie al proprio modello di business, è in grado di svincolarsi dalla debole performance complessiva del settore.
L'ampiezza del mercato si è notevolmente ridotta. Se solo il 18% circa dei titoli ha sovraperformato l'indice MSCI Emerging Markets nell'arco di tre anni, ciò significa che circa l'82% ha registrato una performance uguale o inferiore. Questo rende il compito più impegnativo per i gestori attivi, ma crea anche delle opportunità. Quando i rendimenti sono concentrati in un numero ristretto di società vincenti, una selezione mirata di queste società può fare una differenza significativa. Gli investitori passivi beneficiano naturalmente in modo automatico del peso dei titoli principali all’interno dell’indice. Tuttavia, un indice non riflette solo i titoli vincenti. Per definizione, include anche società i cui modelli di business sono sottoposti a pressioni strutturali, la cui crescita è più debole o la cui valutazione riteniamo meno interessante. La domanda, quindi, è se si desideri realmente coprire l’intero mercato oppure selezionare quelle società che, dal punto di vista dei fondamentali, offrono le migliori prospettive di lungo periodo.
Investiamo con convinzione nella qualità, piuttosto che in base ai pesi all’interno dell’indice. Questo approccio è particolarmente importante in un mercato in cui i rendimenti sono concentrati in un numero ristretto di società. Siamo presenti nei settori in cui individuiamo una crescita strutturale di lungo periodo. La digitalizzazione è il tema principale, con una quota del 42%. Seguono l’inclusione finanziaria, l’ascesa della classe media, la transizione energetica e l’industrializzazione, nonché i settori non ciclici. La digitalizzazione, e in particolare le infrastrutture per l’intelligenza artificiale, possono offrire opportunità di crescita a lungo termine. Noi sosteniamo le aziende i cui vantaggi competitivi e flussi di cassa possano giustificare in modo sostanziale tali aspettative. I mercati emergenti continuano a offrire un’ampia gamma di opportunità di crescita strutturale. Tuttavia, la domanda chiave non è più semplicemente se investire nei mercati emergenti, bensì quali società all’interno di questi mercati sono in grado di crescere in modo sostenibile e di difendere i propri vantaggi competitivi.
Per noi, quindi, l’analisi parte dalla società: dal suo modello di business, dal suo vantaggio competitivo, dalla qualità del suo management, dall’allocazione del capitale e dal suo potenziale di crescita a lungo termine.