La riunione di dicembre del FOMC si è conclusa con un taglio dei Fed Funds di 25 punti base, al 3,5–3,75%, in linea con le attese. La decisione è stata però accompagnata da un messaggio di maggiore cautela: la Federal Reserve ha segnalato una soglia più elevata per ulteriori riduzioni dei tassi, sottolineando che le prossime mosse dipenderanno dall’evoluzione dei dati macroeconomici. Il presidente Powell ha evidenziato che il livello attuale dei tassi si colloca all’interno dell’intervallo di neutralità, consentendo alla Fed di attendere e valutare gli effetti cumulati dell’allentamento monetario.
L’elemento più rilevante emerso dalla riunione riguarda il mercato del lavoro. Secondo la Fed, la crescita dell’occupazione sarebbe attualmente sovrastimata di circa 60 mila unità mensili, il che implicherebbe una dinamica dei payrolls lievemente negativa negli ultimi mesi. Powell ha riconosciuto che uno scenario di creazione di posti di lavoro negativa rappresenta un rischio da monitorare con particolare attenzione, segnalando un aumento delle pressioni al ribasso sull’occupazione. Questi elementi, insieme alla fiducia nel percorso disinflazionistico, hanno favorito una reazione accomodante dei mercati. Goldman Sachs conferma l’aspettativa di due ulteriori tagli nel 2026, con un tasso terminale nell’area del 3–3,25%.
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