Dopo il parziale recupero di agosto, settembre si chiude con un segno negativo per tutti e quattro i Portafogli modello di CFS, in un mese in cui i benchmark si sono mossi in un intervallo molto ristretto. La componente azionaria di riferimento ha registrato un progresso dello 0,49%, mentre quella obbligazionaria ha segnato una flessione dello 0,29%: una dinamica che ha mantenuto in lieve territorio positivo i benchmark standard dei profili bilanciati e aggressivo, mentre quello del profilo prudente ha chiuso in leggero calo. In questo contesto, l’allocation ha inciso negativamente su tutti i portafogli, mentre la selection ha generato valore nei tre profili tradizionali, risultando invece decisamente negativa per il portafoglio ESG.
Il portafoglio Giulio Cesare (70/30), il profilo più aggressivo e maggiormente esposto alla componente azionaria, ha chiuso settembre con una performance del -0,23%, a fronte di un benchmark standard in rialzo dello 0,26%. Ne deriva una sottoperformance di circa 0,48 punti percentuali, interamente riconducibile all’allocation (-0,60%). La selection è invece tornata positiva (+0,11%), dopo il -0,39% di agosto: il buon andamento dei fondi su energia, tecnologia e absolute return ha più che compensato il ritardo dei fondi azionari globali ed emergenti.
Anche il portafoglio Marco Aurelio (50/50) ha chiuso il mese in territorio negativo, con un rendimento del -0,37%, contro il +0,10% del benchmark standard, per una sottoperformance di circa 0,47 punti percentuali. Il risultato è stato penalizzato dall’allocation (-0,51%), mentre la selection ha fornito un contributo lievemente positivo (+0,04%), in netto miglioramento rispetto al -0,27% di agosto. I fondi su energia, beni di consumo e absolute return hanno bilanciato la debolezza dell’healthcare e dell’azionario globale.
Il portafoglio Ottaviano Augusto (50/50 ESG) ha registrato la flessione più marcata del mese, pari al -1,42%, a fronte di un benchmark standard al +0,10%, con una sottoperformance di circa 1,52 punti percentuali. In questo caso è stata la selection (-1,07%) a pesare maggiormente, accompagnata da un’allocation negativa (-0,45%). Dopo due mesi in cui la selezione degli strumenti sostenibili aveva generato valore, a settembre il picking è stato penalizzato soprattutto dalla componente governativa, con Nordea 1 European Sustainable Labelled Bond (-2,53%) e DPAM L Bonds Government Sustainable (-1,67%), e da quella azionaria globale, dove R-co Valor 4Change Global Equity ha chiuso a -4,35%. In positivo, invece, l’azionario small cap americano, con Schroder ISF US Smaller Companies a +2,17%.
Il portafoglio Fabio Massimo (30/70), caratterizzato dall’impostazione più prudente e dalla maggiore esposizione obbligazionaria, ha chiuso settembre a -0,26%, a fronte di un benchmark standard in lieve calo (-0,06%). La sottoperformance, di circa 0,20 punti percentuali, è la più contenuta tra i quattro portafogli. L’allocation ha inciso per -0,27%, mentre la selection è risultata positiva (+0,07%), grazie soprattutto alla componente absolute return, con il Morgan Stanley IF Global Macro in rialzo del 2,91%, che ha compensato la debolezza dei fondi healthcare.
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Marco Aurelio (50/50) |
Giulio Cesare (70/30) |
Ottaviano Augusto (50/50 ESG) |
Fabio Massimo (30/70) |
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Performance PTF |
-0,37% |
-0,23% |
-1,42% |
-0,26% |
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Performance BMK Standard |
+0,10% |
+0,26% |
+0,10% |
-0,06% |
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Allocation |
-0,51% |
-0,60% |
-0,45% |
-0,27% |
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Selection |
+0,04% |
+0,11% |
-1,07% |
+0,07% |
Figura 1, Scomposizione della performance mensile dei portafogli
Il quadro da inizio anno resta positivo per tutti i Portafogli modello. Il Giulio Cesare mantiene saldamente la prima posizione con una performance YTD del +13,45%, seguito dal Marco Aurelio al +9,83%. Alle loro spalle cambia di nuovo l’ordine tra i due profili più prudenti: dopo il sorpasso dell’Ottaviano Augusto ESG registrato ad agosto, il Fabio Massimo torna in terza posizione grazie a una flessione mensile più contenuta, attestandosi al +6,33% YTD, mentre l’Ottaviano Augusto ESG scende al +5,34%.
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Gen |
Feb |
Mar |
Apr |
Mag |
Giu |
Lug |
Ago |
Set |
YTD |
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Giulio Cesare (70/30) |
2,61% |
3,25% |
-3,38% |
5,65% |
4,14% |
2,20% |
-1,52% |
0,31% |
-0,23% |
13,45% |
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Marco Aurelio (50/50) |
1,59% |
2,66% |
-2,90% |
4,28% |
3,33% |
2,42% |
-1,48% |
0,13% |
-0,37% |
9,83% |
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Ottaviano Augusto (50/50 ESG) |
1,62% |
2,49% |
-4,06% |
3,14% |
3,09% |
1,44% |
-1,43% |
0,59% |
-1,42% |
5,34% |
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Fabio Massimo (30/70) |
1,08% |
2,14% |
-1,98% |
1,91% |
1,97% |
2,48% |
-0,95% |
-0,13% |
-0,26% |
6,33% |
Figura 2, Performance mensile dei portafogli
LA SELECTION PREMIA I PROFILI TRADIZIONALI
L’analisi delle determinanti della performance mostra a settembre un quadro differenziato. L’allocation ha fornito un contributo negativo su tutti i portafogli, con un impatto compreso tra il -0,27% del Fabio Massimo e il -0,60% del Giulio Cesare, passando per il -0,45% dell’Ottaviano Augusto ESG e il -0,51% del Marco Aurelio. A pesare è stato il ritardo accumulato nel mese da diverse categorie satellite rispetto all’azionario globale (+0,49%): infrastrutture (-3,67%), azionario europeo large cap (-2,53%), energia (-2,47%), beni di consumo (-2,23%), azionario italiano (-2,01%) e small cap americane (-1,79%). In senso opposto si sono mossi tecnologia (+4,50%), emergenti (+2,31%) e healthcare (+1,44%).
È invece sul fronte della selection che emergono le differenze più significative. Nei tre portafogli tradizionali la selezione degli strumenti ha generato valore, con il contributo più elevato per il Giulio Cesare (+0,11%), seguito dal Fabio Massimo (+0,07%) e dal Marco Aurelio (+0,04%). Si sono distinti in particolare i fondi absolute return e, nei profili più esposti all’azionario, quelli su energia, mentre i principali detrattori sono stati i fondi azionari globali e, nei profili che li detengono, quelli healthcare. L’Ottaviano Augusto ESG (-1,07%) rappresenta l’eccezione del mese: la selection ha risentito in particolare della componente governativa e di quella azionaria globale, che insieme spiegano gran parte del contributo negativo.
Guardando alle performance da inizio anno dei fondi presenti nei tre portafogli tradizionali, il quadro resta caratterizzato da numerosi risultati positivi. Tra i rendimenti YTD più elevati spiccano Janus Henderson Horizon Global Technology Leaders (+33,87%), Robeco Smart Energy (+32,52%), Lazard Emerging Markets Equity (+32,45%), DWS Invest II Global Equity High Conviction (+32,34%) e GAM Star Emerging Equity (+27,73%). Sul fronte opposto, le flessioni più marcate riguardano Anima Obbligazionario Governativo Flex (-4,38%), HSBC GIF Global Equity Sustainable Healthcare (-3,88%) e BlueBay Global Sovereign Opportunities (-3,34%), mentre risultati positivi ma contenuti arrivano da CB-Accent Lux Swan Short-Term HY (+1,15%) e Invesco Global Consumer Trends (+1,60%).
A partire da inizio ottobre abbiamo apportato alcune modifiche alla composizione dei Portafogli modello, i cui primi effetti saranno visibili con l’aggiornamento di fine ottobre. Gli interventi non nascono da un cambio di visione sui mercati, ma da un’analisi dei singoli strumenti: l’obiettivo è sostituire i fondi che, all’interno della propria categoria, offrivano un profilo meno convincente con alternative caratterizzate da un migliore rapporto rischio/rendimento, da una maggiore stabilità dei risultati o, nel caso del portafoglio ESG, da una più solida qualità sostenibile.
Nei portafogli Giulio Cesare, Marco Aurelio e Fabio Massimo, sul fronte obbligazionario BlueBay Global Sovereign Opportunities (ISIN: LU1789435531) lascia il posto ad ARCA Bond Globale (ISIN: IT0005243156) e BGF Fixed Income Global Opportunities (ISIN: LU0278469472) a BlueBay Total Return Credit Fund (ISIN: LU0969341576), entrambi scelti per l’ottimo rapporto rischio/rendimento. Nell’azionario europeo, Wellington Strategic European Equity (ISIN: IE00B8BPMF80) viene sostituito da Theam Quant Equity Eurozone Guru (ISIN: LU1480591285), per la stabilità dei rendimenti e l’approccio tendenzialmente value. Il peso complessivo dei due fondi infrastrutturali, PIMCO MLP & Energy Infrastructure (ISIN: IE00BRS5SV26) e BNY Mellon Global Infrastructure Income (ISIN: IE00BZ18VV55), viene invece ripartito in parti uguali tra Amundi Physical Gold ETC (ISIN: FR0013416716) e Invesco Physical Silver ETC (ISIN: IE00B43VDT70). Nei soli Marco Aurelio e Fabio Massimo, infine, HSBC GIF Global Equity Sustainable Healthcare (ISIN: LU2324357123) viene sostituito da UBS (Lux) EF Sustainable Health Transformation (ISIN: LU0085953304), per il miglior rapporto rischio/rendimento e la maggiore stabilità.
Nel portafoglio Ottaviano Augusto ESG, R-co Valor 4Change Global Equity (ISIN: FR00140019B9) viene sostituito da UBS (Lux) Global Quality Dividend Equity (ISIN: LU1144417679), un prodotto Articolo 8 di elevata qualità; Pictet-Nutrition (ISIN: LU0366534773) lascia il posto a DPAM B Equities Sustainable Food Trends (ISIN: BE0947764743), per l’ottimo andamento dell’ultimo anno; Amundi Funds Montpensier M Climate Solutions (ISIN: LU2349693825) viene sostituito da Robeco Circular Economy (ISIN: LU2092758726), per la stabilità dei rendimenti e l’ottimo 2026. A queste sostituzioni si affianca una razionalizzazione delle posizioni: il peso di Schroder ISF Global Alternative Energy (ISIN: LU2075271812) confluisce in Robeco Smart Energy (ISIN: LU2145461757) e quello di Nordea 1 European Sustainable Labelled Bond (ISIN: LU2810865290) in DPAM L Bonds Government Sustainable (ISIN: LU2098852804), entrambi già presenti in portafoglio. Già da settembre, inoltre, la posizione su BlackRock Global Funds Impact Bond (ISIN: LU2556666902) era stata sostituita con Wellington Global Impact Bond (ISIN: IE00BH3Q9N96).
CONSIDERAZIONI FINALI
Settembre interrompe il recupero di agosto e si chiude con rendimenti negativi per tutti i Portafogli modello, in un mese in cui i benchmark standard si sono mossi in un intervallo ristretto. La debolezza di diverse categorie satellite rispetto all’azionario globale ha penalizzato l’allocation su tutti i profili, mentre la selection ha mostrato due volti: positiva nei tre portafogli tradizionali, grazie soprattutto ai fondi su energia e absolute return, e decisamente negativa nel portafoglio ESG, penalizzato dalla componente governativa e azionaria globale.
In ottica YTD il quadro resta comunque solido per tutti i profili, con il Giulio Cesare stabilmente in testa e il Fabio Massimo che torna a precedere l’Ottaviano Augusto ESG. Le modifiche introdotte da inizio ottobre puntano a rafforzare la qualità dei portafogli in termini di rapporto rischio/rendimento e di stabilità dei risultati: nel prossimo aggiornamento ne valuteremo i primi effetti sulla performance.