A cura di Benjamin Jones, Global Head of Research di Invesco
Riteniamo che il credito alle imprese e l’immobiliare possano rappresentare fonti interessanti di reddito e diversificazione: due caratteristiche particolarmente preziose in un contesto di incertezza.
Le notizie relative al credito privato hanno sollevato preoccupazioni tra gli investitori. Tuttavia, nonostante i rischi sottostanti e i vincoli di liquidità associati agli investimenti nei mercati privati, riteniamo che i fondamentali siano generalmente solidi e che i veicoli stiano operando secondo le aspettative.
Nel lungo periodo, i nostri calcoli indicano un rapporto rischio-rendimento relativamente interessante per gli investimenti in direct lending (si veda il grafico). Nella porzione più liquida di questo segmento, la performance degli indici dei senior secured loan (prestiti bancari) è stata superiore a quella di indici globali comparabili del debito pubblico dall’inizio della guerra con l’Iran. A nostro avviso, ciò è dovuto alla duration limitata dei prestiti in un contesto di rendimenti in aumento. Considerazioni simili valgono per le collateralised loan obligation, o CLO, con rating AAA, che hanno sovraperformato la liquidità e gli asset obbligazionari quotati.

Guardando avanti, osserviamo che i rendimenti di prestiti bancari e CLO restano superiori alle medie storiche, cosa che non si può dire per il credito pubblico e i mercati governativi.
A nostro avviso, questo li rende una fonte di reddito a bassa volatilità, utile in un mondo incerto, soprattutto se l’inflazione e i rendimenti a lungo termine dovessero salire ulteriormente. Riteniamo che lo stesso valga per i segmenti di qualità più elevata del direct lending.
L’immobiliare offre, a nostro avviso, rendimento e diversificazione. Lo si osserva nel grafico: a fronte di una volatilità simile a quella del debito pubblico e del credito investment grade, l’immobiliare ha generato rendimenti più elevati dal 2005, con una correlazione media leggermente negativa rispetto agli altri asset rappresentati.
Questo suggerisce che abbia svolto un ruolo di diversificazione, come indicato anche dalla dimensione delle bolle nel grafico. In prospettiva, con gli spread dei tassi di capitalizzazione inferiori alle medie storiche rispetto ai rendimenti dei Treasury, riteniamo che i principali motori del rendimento dell’immobiliare core saranno il reddito e la crescita del reddito operativo netto, più che la compressione degli spread. È interessante notare che, nell’attuale contesto, la nostra analisi storica mostra come l’immobiliare tenda a comportarsi meglio della maggior parte degli asset quando l’inflazione è in aumento. Storicamente, infatti, la correlazione con le variazioni dell’inflazione core al consumo negli Stati Uniti è stata positiva.
Pur ritenendo che l’aumento dell’inflazione sarà contenuto e di breve durata, preferiamo mantenere in portafoglio alcuni asset che potrebbero beneficiarne nel caso in cui questa previsione si rivelasse errata. A nostro avviso, immobiliare e credito privato (direct lending, prestiti bancari e CLO con rating AAA) rispondono a questo criterio.