Alla fine dello scorso anno, la Federal Reserve ha concluso il suo ultimo programma di quantitative tightening (QT): il processo attraverso il quale riduce il proprio bilancio vendendo titoli o lasciandoli giungere a scadenza senza reinvestirli. Da un picco di quasi 9.000 miliardi di dollari, pari a circa il 35% del PIL statunitense, la Fed aveva ridotto il bilancio di oltre 2.000 miliardi di dollari. A differenza del 2019, quando un picco di volatilità del mercato monetario aveva spinto la Fed a interrompere bruscamente il QT, questa volta i mercati sembravano quasi non accorgersene.
Il quarto anno del mercato rialzista delle obbligazioni è iniziato con calma, sebbene con una serie di preoccupazioni persistenti. Gli investimenti in AI stavano trainando un’impennata delle emissioni a lungo termine, tra persistenti dubbi sulla futura generazione di ricavi e sui potenziali impatti economici negativi. Nel frattempo, alcuni “incidenti” sul fronte del credito hanno sollevato la domanda: si tratta di episodi isolati o dell'inizio di un vero e proprio ciclo del credito che potrebbe travolgere i fondi privati, le BDC e i CLO, rappresentando potenzialmente anche un rischio sistemico per l'espansione economica?
COMGEST: Mercati globali – difendersi nei periodi di stress di mercato con il Quality Growth
L'attuale contesto – caratterizzato da prezzi energetici elevati, persistente incertezza geopolitica e una continua rivalutazione dei rendimenti degli investimenti in IA – mette alla prova la pazienza degli investitori e acuisce la volatilità di mercato. Le società orientate alla crescita di qualità, dotate di vantaggi competitivi durevoli, potere di determinazione dei prezzi e venti favorevoli di crescita strutturale, si sono storicamente dimostrate più resilienti nei periodi di stress di mercato rispetto alle controparti più cicliche. Rimaniamo fedeli al nostro disciplinato approccio d'investimento bottom-up e siamo fiduciosi che l'attuale volatilità, pur essendo scomoda nel breve termine, stia creando opportunità per rafforzare il portafoglio a valutazioni interessanti nel lungo periodo.
Marzo 2026 è stato caratterizzato da una “tripla compressione” di conflitti geopolitici, shock energetici e una rivalutazione restrittiva dei tassi di interesse, che ha portato gli investitori a rivedere il rischio, con poche opzioni tradizionali di beni rifugio disponibili.