Nuveen: S&P 500, improbabile un Dry January per le azioni. A guidare non solo il tech 

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A cura di Saira Malik, Head of Equities and Fixed Income, CIO di Nuveen

 

Al di là dei dati, le tensioni geopolitiche nuove e in corso introdurranno quasi certamente volatilità nei mercati. Inoltre, la minaccia di un altro potenziale shutdown del governo USA alla fine di gennaio, sebbene non sia uno scenario di base, aggiunge un ulteriore livello di incertezza politica che i mercati hanno imparato a scontare ma non a ignorare completamente. Gli utili societari dovrebbero essere un catalizzatore chiave. Data la situazione macroeconomica confusa, i mercati azionari potrebbero essere influenzati maggiormente dai fondamentali specifici delle asset class e delle società piuttosto che dall'espansione dei multipli in questa stagione degli utili. Per l'indice S&P 500, le prospettive non riguardano tanto il pagamento di un premio per l'ottimismo, quanto piuttosto il conseguimento di rendimenti alla vecchia maniera, attraverso la crescita dei ricavi, la disciplina dei margini e la leva operativa.

Le aspettative di crescita degli utili rimangono positive, con margini che sembrano destinati a migliorare gradualmente grazie all'aumento della produttività che compensa il rallentamento della crescita del fatturato. Il risultato potrebbe essere un mercato in lento rialzo ma senza sprint, una traiettoria definita dalla selettività piuttosto che dalla speculazione, in cui la leadership azionaria si guadagna, non si presume. Sulla scia del potente inizio del 2026 del mercato azionario USA, la nuova stagione dei risultati per le società dell'S&P 500 si apre con gli analisti che attualmente prevedono una crescita degli utili dell'8,3% su base annua, secondo le stime di FactSet. Questo segnerebbe il decimo trimestre consecutivo di crescita positiva degli utili per l'indice. La crescita stimata dei ricavi del +7,7% su base annua supera le cifre storiche, mentre la crescita prevista del margine netto del +12,8% segnala una redditività sana.

Otto degli undici settori dell’indice mostrano una crescita positiva degli utili per il quarto trimestre, guidati dal settore dell'informatica (+25,9%). Non sorprende che l'intelligenza artificiale stia guidando lo slancio del settore tecnologico, alimentato dalla crescente domanda di infrastrutture AI e servizi cloud. I dati saranno solo una parte delle previsioni sugli utili fornite nelle prossime settimane. Gli investitori presteranno inoltre particolare attenzione alle previsioni sugli utili per azione (EPS). Finora oltre 100 società hanno pubblicato le loro previsioni, che sono equamente distribuite tra prospettive positive e negative. In un contesto di incertezza economica, un'altra stagione di utili societari robusti dovrebbe contribuire a far salire i prezzi delle azioni.

Guardando alle stime di crescita degli utili per l'intero anno 2026, il settore dell'informatica continua a distinguersi (+28,9%), mentre anche per i settori dei materiali (+21,5%), dell'industria (+15,5%), dei servizi di comunicazione (+11,8%) e dei beni di consumo discrezionali (+11,3%) si prevedono aumenti degli utili a doppia cifra, il che suggerisce che quest'anno potremmo assistere a un mercato rialzista di più ampia portata che va oltre il settore tecnologico. Tuttavia, nonostante l'ottimismo diffuso, è opportuno mantenere un certo grado di cautela. Le valutazioni azionarie sono elevate, con il rapporto prezzo/utili (P/E) dell’S&P 500 a 22,0X gli utili futuri, al di sopra delle medie a cinque e dieci anni rispettivamente di 20,0 e 18,7X. L'incertezza geopolitica, la persistenza dell'inflazione e i potenziali rischi di recessione richiedono un monitoraggio costante, anche se i fondamentali attuali suggeriscono che queste preoccupazioni rimangono gestibili.

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