MERCATI OBBLIGAZIONARI
La scorsa settimana l'attenzione degli investitori era puntata sul dato statunitense di venerdì relativo ai nuovi occupati non agricoli di maggio, aumentati di 172.000 unità contro le attese di 85.000, superando persino il limite superiore dell'intervallo di consenso. Il dato di aprile è stato rivisto al rialzo a 179.000 unità da 115.000, mentre quello di marzo è stato corretto di ulteriori 29.000 unità fino a 214.000. Di conseguenza, le revisioni nette degli ultimi due mesi ammontano a +93.000 unità.
Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,3%, in linea con le aspettative, mentre il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è mantenuto stabile al 61,8%.
Analizzando i dettagli del rapporto, l'occupazione nel settore privato è aumentata di 120.000 unità (attese: 85.000; precedente: 177.000), il settore pubblico ha registrato un incremento di 52.000 posti di lavoro (precedente: 2.000), mentre il comparto manifatturiero è rimasto sostanzialmente stabile, con un aumento di 7.000 unità.
Il settore del tempo libero e dell'ospitalità ha creato 70.000 nuovi posti di lavoro a maggio, ben al di sopra della media mensile di 14.000 registrata nei dodici mesi precedenti. Gli indicatori salariali sono risultati in linea con il consenso di mercato: la crescita delle retribuzioni medie orarie è stata dello 0,3% su base mensile (precedente: +0,2%) e del 3,4% su base annua (precedente: +3,6%): questo è l'unico dato negativo del report sull'occupazione: i salari reali sono in diminuzione visto che quelli nominali crescono meno dei prezzi al consumo.
Per quanto riguarda la Federal Reserve, il rapporto difficilmente modificherà in modo significativo le aspettative per la riunione del 17 giugno, nella quale gli operatori si attendono ampiamente che i tassi di interesse rimangano invariati.
Il rendimento del Treasury decennale ha chiuso la settimana in modesto rialzo al 4,54% (grafico in basso), rimanendo all'interno del trading range delle ultime settimane. Quello del Bund decennale si è attestato al 3,03%, mentre quello del BTP al 3,81%.

I segnali dal fronte macro confermano un progressivo aumento delle pressioni inflazionistiche e, la scorsa settimana, è uscita la prima stima dell'inflazione nell'area euro per il mese di maggio, pari al 3,2%, in aumento rispetto al 3,0% del mese precedente.
La prossima settimana è atteso il dato sui prezzi al consumo statunitensi e le previsioni indicano un incremento del 4,2%, rispetto al 3,8% di aprile, con la variazione dell'indice core attesa al 2,9% dal 2,8%. Il giorno successivo saranno pubblicati i prezzi alla produzione di maggio.
MERCATI AZIONARI
Dopo la pubblicazione, mercoledì, di una trimestrale migliore delle attese, Broadcom è crollata negli ultimi due giorni della settimana a causa di massicce prese di beneficio, nonostante la guidance positiva per il secondo trimestre. Il titolo ha chiuso a 385 dollari, dopo aver toccato il massimo di 500 dollari mercoledì (grafico in basso), trascinando al ribasso l'intero settore dei microprocessori, che ha perso oltre un trilione di dollari di capitalizzazione in pochi giorni, considerando i titoli che compongono l'indice Philadelphia SOX.

Il Nasdaq ha perso oltre il 4% venerdì e l'S&P 500 quasi il 3%, mentre la correzione degli indici europei è stata più contenuta, con il DAX in calo dello 0,75%. In ribasso anche Bitcoin e i metalli preziosi, in una giornata nella quale gli investitori hanno venduto praticamente tutte le asset class.
Il rialzo dei rendimenti obbligazionari viene citato come il fattore che ha innescato le prese di beneficio, ma il movimento dei rendimenti registrato venerdì è stato modesto. Pertanto, è soprattutto la condizione di estremo ipercomprato concentrata su pochi titoli ad aver reso molto vulnerabile il mercato azionario americano.
Un fattore potenzialmente più significativo è rappresentato dall'offerta di nuovi titoli. La scorsa settimana Google ha annunciato di aver raccolto 80 miliardi di dollari attraverso un'emissione azionaria e Meta dovrebbe seguire a ruota per finanziare gli investimenti nell'intelligenza artificiale, stimati in 145 miliardi di dollari per l'anno in corso. Il 12 giugno è inoltre prevista la quotazione di SpaceX.
È probabile che la prossima settimana si assista a un tentativo di rimbalzo e successivamente a una nuova fase di debolezza dei titoli tecnologici. Al momento, tuttavia, l'indice S&P 500 non ha ancora violato alcun supporto rilevante: una discesa sotto quota 7.320 costituirebbe un primo segnale di inversione del trend rialzista principale (grafico in basso).
