Outlook settimanale

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MERCATI OBBLIGAZIONARI

L’attenzione degli investitori  la scorsa settimana era puntata sul report statunitense dei redditi e consumi dei consumatori, soprattutto  perchè include l’indice PCE utilizzato per deflazionare i consumi nominali.

L'indicatore dell'inflazione preferito dalla Fed ha continuato a crescere anche a maggio, segnando un aumento del 4,1% rispetto all'anno precedente: il valore più elevato dall'aprile 2023 e oltre il doppio dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale.

Sebbene i prezzi del petrolio siano tornati verso i livelli precedenti allo scoppio della guerra, alcuni analisti ritengono che la forte domanda legata all'intelligenza artificiale e la solidità del mercato del lavoro possano mantenere elevate le pressioni sui prezzi e, di conseguenza, l'inflazione.

Il rendimento del Treasury decennale prosegue nel suo trend laterale e venerdì a chiuso a  4,37% (grafico in basso) quello del Bund a 2,85% e quello del BTP decennale al 3,59%.

 

 

Dal fronte macro lunedì si attende dagli USA l’indice ISM manifatturiero per il mese di giugno mentre venerdì avremo la prima stima dell’inflazione in vari Paesi dell’area Euro per il mese di giugno.

 

MERCATI AZIONARI

La scorsa settimana ha visto Wall Street chiudere negativamente cinque sedute consecutive, durante le quali perfino gli utili eccezionalmente positivi del produttore di chip Micron non sono riusciti a dare slancio ai principali indici. L'S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno registrato un calo in ogni seduta della settimana, cosa che non accadeva dall'aprile 2024, perdendo rispettivamente circa il 2% (grafico in basso) e il 4,6%.

 

 

Gli analisti spiegano la debolezza degli ultimi giorni con i dubbi sulla capacità delle aziende dell'intelligenza artificiale di generare profitti tali da giustificare i miliardi di dollari investiti. Vi è inoltre la prospettiva che il costo del denaro rimanga elevato più a lungo di quanto molti avessero previsto, anche se il mercato dei Treasurys non sembra risentirne.

Gli investitori sono rimasti in allerta da quando, il 17 giugno, Kevin Warsh ha manifestato una preoccupazione per l'inflazione maggiore di quanto molti si aspettassero durante la sua prima riunione come presidente della Federal Reserve. I trader hanno aumentato le scommesse su un possibile rialzo dei tassi d'interesse entro quest'anno, anziché su un loro taglio.

Le vendite sono proseguite nella settimana successiva, iniziata con un forte calo del settore tecnologico che ha colpito i produttori di semiconduttori. Le prospettive positive diffuse da Micron dopo la chiusura dei mercati di mercoledì sembravano destinate a favorire un rimbalzo, ma lo slancio si è rapidamente esaurito, soprattutto dopo che Apple e Microsoft hanno annunciato aumenti di prezzo rispettivamente per i MacBook e per le console Xbox: giovedì il titolo Apple ha perso oltre il 6%, mentre Microsoft è scesa fino al minimo delle ultime 52 settimane prima di recuperare terreno nella seduta di venerdì.

Anche i produttori di semiconduttori hanno però subito forti vendite: l'indice SOX Semiconductor ha perso il 7,9%, segnando la peggiore settimana da oltre un anno. Broadcom è scesa dell'11,3%, Advanced Micro Devices del 2,9% e la sudcoreana SK Hynix del 3,3%.

Le azioni di Nvidia sono crollate dell'8,6%, registrando la settimana peggiore dall'aprile 2025 e cancellando 439 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Anche Palantir Technologies ha perso il 12%. Da notere come i magnifici 7 principali titoli tecnologici abbiano perso il 14% dall’inizio di maggio.

SpaceX ha chiuso la settimana a 153,23 dollari per azione.

I titoli maggiormente legati all'economia reale hanno invece mostrato una migliore tenuta. Il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato lo 0,6% nell'arco della settimana, chiudendo a soli 0,2 punti percentuali dai massimi storici. Il settore sanitario dell'S&P 500 è salito del 7,9%, chiudendo venerdì a un nuovo record. Le azioni di Johnson & Johnson sono aumentate di oltre l'11.

 

 

Anche i titoli delle utility, considerati sia un investimento difensivo sia un beneficiario della crescente domanda di energia legata al boom dell'intelligenza artificiale, hanno registrato un aumento del 3,9% nella settimana.

Per quanto riguarda invece gli indici europei lo Stoxx600 ha perso l’1,31%, in DAX l’1,26% e Parigi lo 0,43%.  Tokyo ha ceduto il 2,65% e Seul il 7,08%: l’indice Kospi del mercato coreano sta mostrando una notevole volatilità e correlazione all’indiice dei semiconduttori SOX.

 

 

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