MERCATI OBBLIGAZIONARI
L'attenzione dei mercati la scorsa settimana era rivolta alla riunione della Federal Reserve di mercoledì.
La banca centrale americana ha lasciato invariato il proprio tasso di interesse di riferimento, in una decisione che era stata caratterizzata da una maggiore incertezza rispetto al solito.
Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha dichiarato che l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi dimostra che i mercati hanno reagito ai dati economici in tempo reale, aggiungendo che la banca centrale resta "concentrata come un laser" nel garantire la stabilità dei prezzi.
Il Federal Open Market Committee (FOMC) ha mantenuto il tasso sui federal funds invariato nell'intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%, per la quinta riunione consecutiva.
Tuttavia, a testimonianza dell'incertezza sulle prospettive della politica monetaria, la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack, il presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari e la presidente della Fed di Dallas Lorie Logan hanno votato a favore di un aumento dei tassi di 25 punti base.
Durante la conferenza stampa successiva alla decisione, Warsh ha affermato che il FOMC ha avuto una "vivace discussione in famiglia", definita "attiva e approfondita", incentrata su quattro temi: l'inflazione persistente, i recenti shock economici, le pressioni sui prezzi derivanti da tali shock e gli strumenti di politica monetaria.
Ha inoltre precisato che il dissenso espresso dai tre presidenti delle Fed regionali non rappresentava "l'intera essenza della discussione". Warsh ha anche osservato che i dati più deboli sull'inflazione di giugno hanno inciso "molto poco" sulla decisione sui tassi.
Il giorno dopo è stato rilasciato il report dei redditi e spese dei consumatori USA di giugno che include l'indice dei prezzi utilizzato per deflazionare i valori nominali, e il PCE globale è sceso dello 0,1% sul mese precedente mostrando un aumento tendenziale del 3,7%, mentre l'indice Core è salito dello 0,1% mensile e del 3,3% sui 12 mesi.
La reazione del mercato dei Treasurys non è stata positiva e il rendimento del titolo a 30 anni è salito venerdì al 5,27%, livello che non vedevamo dal 2006 (grafico in basso). La prossima settimana avremo lunedì i risultati dei survey della congiuntura di luglio negli USA, nel settore manifatturiero e mercoledì per il settore dei servizi, mentre venerdì è atteso il report della disoccupazione di luglio.

MERCATI AZIONARI
L'ultima settimana di luglio è stata contraddistinta da un aumento della volatilità dei mercati azionari e del settore dei semiconduttori in particolare: dopo una prima metà in ulteriore ribasso abbiamo assistito a un ritorno di acquisti sul settore e venerdì l'indice Kospi del mercato coreano ha guadagnato il 15% (grafico in basso).

Erano attese le trimestrali di quattro dei principali titoli tecnologici americani e mentre Meta ha deluso gli analisti ed è stata severamente punita degli investitori, Microsoft ha guadagnato il 9% dopo i dati, Amazon è salita del 15% e Apple ha perso il 7%.
Per quanto riguarda gli indici europei la settimana è stata positiva, con il DAX che ha guadagnato oltre due punti percentuali riavvicinandosi ai massimi di inizio luglio.
Tutto sommato la stagione delle trimestrali sta proseguendo con utili sopra le attese e questo sostiene dei mercati con valutazioni elevate che devono fare i conti anche con i rendimenti obbligazionari in progressivo aumento e il petrolio sostenuto dalla crisi nel Medio Oriente (che non sembra avvicinarsi al termine dopo cinque mesi).
Tecnicamente l'indice SP500 non ha ancora violato al ribasso alcun supporto, mentre il Nasdaq 100, che la settimana precedente era sceso sotto al primo supporto, venerdì ha riguadagnato quota (grafico in basso). Mancano quindi segnali affidabili della fine del trend rialzista pluriennale.
