MERCATI OBBLIGAZIONARI
La grande notizia di questa settimana è stata la vulnerabilità e la debolezza del mercato obbligazionario americano. Con i tassi di interesse a lungo termine saliti ai livelli più alti degli ultimi decenni, a causa della debole domanda, dell’impennata del debito pubblico, delle tensioni geopolitiche, dei timori legati all’enorme ricorso al debito per finanziare l’intelligenza artificiale, dell’inflazione e dell’aumento dei costi per consumatori e famiglie, il Tesoro è intervenuto sul mercato.
Nel raro e aggressivo tentativo di calmare le turbolenze e risolvere i problemi di liquidità, il Tesoro ha immesso miliardi di dollari nel mercato obbligazionario, raddoppiando a 4 miliardi di dollari l’ammontare disponibile per acquistare titoli del Tesoro statunitense per ogni operazione, che è più o meno settimanale. L’entità di questa operazione è stata significativa e insolita, ma l’impatto sul mercato è durata poche ore e in chiusura della settimana il rendimento del Treasury decennale era al 4,74%, sui massimi degli ultimi mesi (grafico in basso) dal 4,7% del venerdì precedente.

Il dollaro si è indebolito in quanto la mossa del Tesoro è stata erroneamente interpretata come Quantitative Easing, mentre è solo un aumento dell’offerta dei titoli a breve e una diminuzione di quelli a lungo termine. Il debito pubblico in mano agli investitori privati rimane intorno ai 32 trilioni di dollari e quello totale ai 40 trilioni.
Bitcoin ha guadagnato il 7% venerdì e l'oro il 13% da inizio agosto.
Il trend per i rendimenti a lungo termine rimane comune impostato al rialzo.
La prossima settimana martedì avremo l’indice della fiducia dei consumatori USA di agosto calcolato dal Conference Board e le vendite di nuove case. Mercoledì è atteso il report dei redditi e spesi dei consumatori USA di luglio che include l’indice dei prezzi PCE Core seguito dalla Fed, previsto invariato al 3,3%.
MERCATI AZIONARI
La scorsa settimana è stata negativa per i mercati azionari con lo Stoxx 600 europeo che ha perso lo 0,56%,e tutti gli indici americani in ribasso (grafico in basso).

Il rialzo dei rendimenti dei Treasurys ha frenato gli entusiasmi degli investitori ed è stato particolarmente penalizzato il settore dei produttori di microprocessori con l’indice SOX che ha chiuso la settimana sui minimi (grafico in basso). Da notare il movimento contro tendenza del settore HealthCare con l’indice S&P settoriale che ha guadagnato il 4,3%, ma anche il settore energia ha guadagnato terreno grazie al prezzo del greggio in ulteriore rialzo.

Sembra quindi il mercato sia oggetto di rotazioni settoriali senza un trend nonostante le valutazioni molto elevate e i rendimenti obbligazionari e lungo termine sui massimi degli ultimi decenni.
La prossima settimana avremo la trimestrale di NVIDIA a chiudere la stagione delle trimestrali, mercoledì dopo la chiusura di Wall Street.
In ogni caso gli indici americani ed europei non hanno rotto al ribasso alcun supporto e pertanto la fase di euforia può spingere gli indici verso nuovi massimi.
Il principale supporto per l’indice SP500 rimane a quota 7240 (grafico in basso).
