MERCATI OBBLIGAZIONARI
L'attenzione degli investitori era puntata la scorsa settimana sulla decisione della BCE e sull'inflazione americana di agosto di venerdì, e non ci sono state sorprese nè dalla prima, nè dalla seconda: la Banca Centrale Europea ha alzato i tassi di un quarto di punto aprendo la strada ad un ulteriore aumento in dicembre, mentre il CPI statunitense è salito dello 0,4% mensile contro una previsione dello 0,3%, ma l'indice Core ha mostrato un aumento tendenziale del 2,4% dal 2,5% di luglio.
Gli analisti danno ora per scontato un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve alla riunione di mercoledì 16 settembre.

Il rendimento del Treasury decennale ha chiuso la settimana in rialzo al 4,975% e il trend rimane orientato verso il superamento della barriera del 5% (grafico iu basso). In salita anche il rendimento del Bund al 3,5% e quello del BTP decennale al 4,35%.

La prossima settimana è caratterizzata dall'assenza di dati macro di primaria importanza: mercoledì avremo le vendite al dettaglio USA di agosto e giovedì l'indice manifatturiero della Fed di Philadelphia: l'evento principale è quindi il probabile rialzo dei tassi americani di mercoledì.
MERCATI AZIONARI
La scorsa settimana ha visto gli indici azionari contrastati, con quelli americani in ribasso di circa un punto percentuale nonostante il recupero di venerdì (grafico in basso).

Tra gli indici internazionali il Kospi coreano è stato il migliore con un +3,3% seguito da Milano a +0,78%, ma gli altri indici europei hanno chiuso in ribasso con lo Stoxx 600 a -1,66%.
I mercati sono saliti dopo il dato dell'inflazione USA di agosto, forse perchè temevano qualcosa di peggio e il dato ha eliminato un fattore di incertezza, e non sembrano risentire del continuo rialzo dei rendimenti obbligazionari, ameno per il momento.
Il fatto però che le principali aziende tecnologiche stiano emettendo obbligazioni per finanziare gli straordinari investimenti in IA mentre il loro cash flow diviene negativo, dopo anni di crescita in territorio positivo, limita lo spazio per una crescita degli utili nei prossimi trimestri e limita il potenziale di ulteriori rialzi dei mercati, rendendoli vulnerabili a un peggioramento dell'umore degli investitori che hanno posizioni rialziste estremamente speculative.
Mancano comunque dei chiari segnali di inversione del trend rialzista dei mercati e il primo importante supporto situato a 7230 punti per l'indice SP500 (grafico in basso) rimane il livello da seguire, la linea rossa da non violare al ribasso perchè il trend rimanga positivo.
In ogni caso sono da preferire i settori difensivi a quelli tecnologici, ed è consigliabile puntare nuovamente sui metalli preziosi.
