A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO
Sulla decisione odierna sui tassi:
- La decisione odierna della BCE di mantenere il tasso di deposito (DFR) al 2,5% era ampiamente attesa.
- Il mercato prevede attualmente circa tre ulteriori aumenti dei tassi da parte della BCE, per un tasso terminale del 3,25%.
- Riteniamo che i rischi siano orientati verso un numero inferiore di rialzi, ma riconosciamo che l’incertezza è eccezionalmente elevata.
- Nel nostro scenario di base prevediamo che la BCE alzi i tassi a dicembre, entrando in un territorio di politica monetaria marginalmente restrittiva.
- La preoccupazione principale della BCE verte sul rischio che l’aumento dei prezzi dell’energia si radichi nell’inflazione.
- Osservando il quadro inflazionistico odierno, si nota un’inflazione più elevata ma non vi sono ancora segnali che indichino un suo radicamento.
- Ciò suggerisce che la BCE mantenga la “linea di mezzo” per quanto riguarda la politica monetaria, il che continua a giustificare una risposta misurata all’impennata dei costi energetici.
- Solo quando la BCE riterrà che l’inflazione si discosti in modo significativo e persistente dall’obiettivo, ci si potrà aspettare che la sua risposta assuma una piega più decisa.
Sull’annuncio di Christine Lagarde delle sue dimissioni:
- Sebbene la decisione di Christine Lagarde di dimettersi anticipatamente dal suo incarico fosse attesa, non è ancora chiaro chi le succederà.
- È attualmente allo studio una serie di possibili candidati, tra cui Knot e de Cos, anche se è ancora troppo presto per sapere quale sarà la rosa definitiva dei candidati.
- Prevediamo che la preferenza ricadrà su un candidato centrista che rifletta lo stile di leadership inclusivo e basato sul consenso dimostrato da Lagarde.
- Rileviamo la forte attenzione della BCE verso un approccio basato su un quadro di riferimento, come ribadito nella valutazione della politica monetaria del 2025, che tende a ridurre l’influenza individuale. La funzione di reazione è chiara e difficilmente cambierà.
- Di conseguenza, non prevediamo che l’uscita di Lagarde comporti implicazioni significative per gli investimenti.