A cura di Andrew Jackson, Head of Investments, Vontobel
Gli elettori statunitensi hanno cambiato l’equilibrio del potere a Washington. I repubblicani hanno perso la maggioranza in entrambe le camere: al Senato la vittoria è già stata proclamata, mentre alla Camera resta da assegnare un piccolo numero di seggi.
Il risultato consegna ai democratici il controllo del Congresso e limita in modo significativo l’agenda legislativa dell’amministrazione per il resto del mandato.
Per quanto riguarda le prime reazioni dei mercati, alle 7:00am CET l’S&P 500 segnava -0,5%, il rendimento del Treasury USA a 10 anni era al 4,94% e il dollaro USA quotava 0,82 CHF.
La nostra prima interpretazione
Il risultato riduce la capacità dell’amministrazione di portare avanti la propria agenda sul fronte domestico attraverso il Congresso. Un’ulteriore espansione fiscale è ora meno probabile, mentre spesa, tassazione e grandi iniziative regolamentari saranno esaminate più a fondo. Il controllo democratico di entrambe le camere apre anche la prospettiva di una supervisione del Congresso più incisiva e di un nuovo dibattito sulla politica fiscale.
Questo non significa che l’incertezza politica ora scomparirà. Con meno margini di manovra al Congresso, la Casa Bianca potrebbe ricorrere di più ai poteri esecutivi, in particolare su dazi, sanzioni, immigrazione e politica estera. A nostro avviso, una linea statunitense più dura nei confronti dell’Iran dopo le elezioni di metà mandato è un rischio concreto, che potrebbe spingere al rialzo i prezzi del petrolio e l’inflazione.
Per gli investitori la composizione del Congresso conta, ma il prossimo movimento dei mercati dipenderà comunque da crescita, inflazione e tassi d’interesse.
Cosa significa per i mercati
Azioni: La vittoria democratica in entrambe le camere elimina una fonte immediata di incertezza politica, ma pone anche un freno più forte all’agenda interna dell’amministrazione. Meno spazio per l’espansione fiscale potrebbe frenare la crescita, mentre un nuovo dibattito sulla tassazione delle imprese e dei redditi elevati potrebbe colpire i settori in modo diverso. Storicamente le azioni statunitensi hanno avuto buoni risultati dopo le elezioni di metà mandato, anche perché gli investitori vedono più chiaramente il quadro politico. Tuttavia, valutazioni azionarie elevate e rendimenti obbligazionari alti potrebbero lasciare meno spazio a un rialzo post-elettorale, rendendo particolarmente importante la crescita degli utili.
Reddito fisso: Un governo diviso può sostenere i Treasury, limitando un’ulteriore espansione fiscale. Ma bloccare nuova spesa non equivale a ridurre il deficit esistente. Deficit persistenti e significative emissioni di Treasury potrebbero quindi limitare il calo dei rendimenti a lungo termine, anche con un Congresso che controlla di più l’amministrazione. Per le obbligazioni, l’inflazione e la politica della Fed probabilmente conteranno più dell’esito elettorale, mentre un nuovo rialzo dei prezzi dell’energia potrebbe complicare le prospettive.
Dollaro USA e mercati in generale: Per il dollaro USA, la reazione immediata potrebbe riflettere sollievo e il posizionamento degli investitori più che un cambio di direzione duraturo. Nel tempo, la crescita relativa e la politica della Fed dovrebbero restare più importanti. Con il Congresso che limita l’agenda interna, un uso più ampio dei poteri esecutivi su dazi e sanzioni potrebbe inoltre avere effetti diversi tra settori, valute e regioni.
Cosa osserveremo
Il primo banco di prova sarà capire se il risultato porterà a negoziati ordinati o a scontri ricorrenti sulla spesa e sul tetto del debito. Osserveremo anche se la prospettiva di una minore espansione fiscale inciderà sui rendimenti dei Treasury. Le prime indicazioni saranno però probabilmente confuse: questa settimana sui mercati obbligazionari peseranno anche il rifinanziamento trimestrale del Tesoro, in programma oggi, e i dati sul lavoro di venerdì. Oltre a questo, seguiremo se l’amministrazione si orienterà di più verso dazi, sanzioni o altre misure esecutive, e come gli utili reagiranno alla crescita e alle condizioni finanziarie.
Le elezioni offrono una mappa più chiara di Washington. Da sole, però, non definiscono le prospettive per i mercati.