14/09/2017

Nuovo record di Wall Street, deboli i mercati asiatici

Wall Street ha chiuso su un nuovo massimo storico a 2498 (grafico a destra), anche se il guadagno è limitato allo 0,8%, mentre i mercati asiatici hanno chiuso con perdite intorno al mezzo punto percentuale, indeboliti da una serie di dati macro cinesi inferiori alle previsioni.

Gli investimenti fissi, la produzione industriale e le vendite al dettaglio per il mese di agosto sono state tutte inferiori alle attese e in calo rispetto al mese precedente, ma la Cina ha fatto segnare una crescita notevole nel corso del primo semestre dell’anno e questi dati non sono sufficienti per alimentare timori di un rallentamento dell’economia cinese.

In recupero il dollaro contro tutte le altre valute dopo che ieri pomeriggio sono uscite dichiarazioni da parte di esponenti del Sentato circa un probabile accordo bipartisan sulla riforma fiscale: l’euro è tornato sotto quota 1,190 e il dollaro/yen è stabilmente sopra 110. 

In rialzo anche il petrolio WTI sopra i 49 dollari al barile, e questo ha spinto al rialzo i titoli energetici, compensando la debolezza della Apple (grafico in basso).

Il rialzo delle asset class rischiose ha invece indebolito i Treasurys a lungo termine, e il rendimento del decennale è risalito al 2,19% in attesa dei dati odierni sull’inflazione americana di agosto.  Gli analisti si attendono un aumento del tasso dii crescita tendenziale da 1,7% a 1,8%, ma una flessione dell’indice “core” che esclude energia e alimentari da 1,7% a 1,6%.

Un dato in linea con queste previsioni allontanerebbe ulteriormente un rialzo dei tassi entro fine anno indebolendo il dollaro, mentre non è facile prevedere la reazione del mercato azionario.  Dovrebbero scendere i titoli finanziari, che hanno raggiunto livelli molto elevati.

Insieme al dato sull’inflazione avremo anche quello delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, che si annuncia però di difficile lettura essendo distorto dall’impatto degli uragani della scorsa settimana.